dislessiaE’ possibile effettuare Diagnosi e trattamento per i Disturbi Specifici d’Apprendimento (Dislessia, Disgrafia, Discalculia, Disortografia).

Si organizzano inoltre Progetti di:

  • Formazione, rivolti agli insegnanti e agli operatori sanitari sui DSA e sui metodi di trattamento
  • Screening per l’individuazione precoce dei bambini a rischio di difficoltà di apprendimento, sia nell’ultimo anno di scuola dell’infanzia che nelle seconde elementari e nelle prime medie.

Sara CampaniniDr.ssa Sara Campanini 3495092005

 

LA DISLESSIA

La Dislessia evolutiva è un disturbo che emerge solitamente quando il bambino comincia ad imparare a leggere e a scrivere. In realtà la difficoltà è già presente, ma non si manifesta finché non viene richiesto un certo tipo di abilità.

La dislessia non è causata da deficit di intelligenza, né da problemi ambientali o psicologici o da deficit sensoriali o neurologici, e si manifesta nonostante il bambino abbia avuto normali opportunità scolastiche. Il bambino dislessico non riesce a leggere e scrivere in modo automatico e quindi deve sempre impegnarsi al massimo, facendo una grande fatica.

Come si manifesta

La difficoltà di lettura può essere più o meno evidente e spesso si accompagna a problemi nella scrittura e nel calcolo. I bambini dislessici sono intelligenti, vivaci e creativi. Gli errori tipici che fa un dislessico nella lettura e nella scrittura sono:

–  Sostituzione di lettere (v/f, b/d, p/q)

–  Inversione di lettere e numeri (42-24)

–  Difficoltà ad imparare le tabelline

–  Difficoltà ad imparare delle informazioni in sequenza

(giorni della settimana, lettere dell’alfabeto)

–  Difficoltà nei rapporti spazio-temporali

Spesso il bambino dislessico appare disorganizzato nelle attività scolastiche e anche nella quotidianità. E’ facile che la fatica e la frustrazione per lo scarso rendimento comportino nel bambino dislessico sentimenti di svalutazione di sé e di sofferenza.

E’ molto importante che la diagnosi venga fatta al più presto e da specialisti esperti, così da poter mettere in atto aiuti specifici, trattamenti riabilitativi e tecniche compensative, per garantire adeguate opportunità di apprendimento, così da permettere, in futuro, uguali opportunità professionali e sociali rispetto ai normolettori.

LA DISORTOGRAFIA

Il bambino con Disortografia Evolutiva ha difficoltà nel convertire i suoni che compongono le parole nei corrispettivi simboli grafici.

Come si manifesta

Il bambino con Disortografia Evolutiva commette un numero di errori ortografici nella scrittura di parole, frasi e periodi superiore alla media rispetto alla sua età, intelligenza e livello di istruzione.

1)   Nella scrittura di parole ritroviamo elisioni, sostituzioni, inversioni, assenza di doppie;

2)   nella frase e nel periodo, alterazioni della struttura sintattica, cattivo uso dei funzionali, dei tempi e dei modi dei verbi, elisione di parole, disordine temporale nella descrizione degli eventi. Il bambino, a volte, non separa le parole ed usa in maniera errata la punteggiatura.

La classificazione degli errori di scrittura prevede la seguente distinzione:

Errori fonologici, cioè gli errori in cui non è rispettato il rapporto tra fonemi e grafemi:

  • Scambio di grafemi (brina per primafolpe per volpe)
  • Omissione e aggiunta di lettere e di sillabe (taolo per tavolotavolovo per tavolo)
  • Inversioni (li per ilbamlabo per bambola)
  • Grafema inesatto (pese per pesceagi per aghi)

Errori non fonologi, cioè gli errori cosiddetti grammaticali, come:

  • Separazioni illegali(parlo per parlol’avato per lavato)
  • Fusioni illegali (evero  per non è verolacqua per l’acquailcane per il cane)
  • Scambio grafema omofono (squola per scuolaqucina per cucina)

Altri errori

  • Omissione e aggiunta di accenti (perche per perché)
  • Omissione e aggiunta di doppia (pala per palla)

 

LA DISGRAFIA

E’ un Disturbo Specifico dell’Apprendimento che si traduce in una difficoltà a riprodurre i segni alfabetici e numerici. Tale difficoltà riguarda esclusivamente il tratto grafico e non le regole ortografiche e sintattiche, sebbene condizioni anche tali acquisizioni, poiché spesso diventa impossibile per il bambino o il ragazzo poter rileggere ciò che scrive e quindi aurtocorreggersi.

Il bambino disgrafico necessita di un intervento mirato e specifico, poiché il lavoro scolastico molto spesso non è sufficiente a superare il problema.

 

Come si manifesta

Alcune caratteristiche del modo di scrivere di un disgrafico sono:

  • Posizione del corpo inadeguata;
  • Non adeguata regolazione della pressione della mano sul foglio;
  • Frequenti inversioni della direzionalità del gesto grafico;
  • Prensione scorretta dello strumento grafico;
  • Legatura inadeguata tra le lettere;
  • Disimpegno della mano vicariante;
  • Scarsa capacità di utilizzo dello spazio a disposizione (non rispetto dei margini del foglio, spazi irregolari tra i grafemi e le parole, difficoltà nel seguire il rigo);
  • Scarso rispetto delle dimensioni delle lettere;
  • Difficoltà nella riproduzione grafica di figure geometriche e livello di sviluppo del disegno inadeguato all’età;
  • Alterazione del ritmo di scrittura (scarsa armonia del gesto e frequenti interruzioni);
  • Difficoltà nella copia di parole e frasi dalla lavagna.

 

LA DISCALCULIA

La Discalculia Evolutiva è un Disturbo Specifico dell’Apprendimento che, come la Dislessia Evolutiva, si manifesta in bambini normalmente intelligenti.

E’ caratterizzato da ridotte capacità nell’apprendimento dei numeri e del calcolo, rispetto al livello intellettivo generale e alla classe frequentata, e da una difficoltà nel consolidare ed automatizzare tali processi.

Si parla di Discalculia, quindi, facendo riferimento anche a quelle abilità aritmetiche che non coinvolgono esclusivamente il ragionamento logico (come nel caso di dover decidere quale numero è più grande di altri) ma che comportano invece l’automatizzazione delle procedure di base, come la lettura e scrittura delle cifre, la memorizzazione delle tabelline e delle procedure per eseguire i calcoli.

 

Come si manifesta

I bambini con Discalculia possono presentare le seguenti difficoltà:

  • Deficit nei processi di “intelligenza numerica”, che si sviluppa a partire dai primi mesi di vita, e che comprende: meccanismi di quantificazione (riconoscimento di piccole quantità), comparazione e seriazione (mettere in ordine una serie o confrontare piccole quantità) e strategie di calcolo a mente (conteggio progressivo e regressivo, piccoli calcoli a mente);
  • difficoltà nell’attribuire il corretto valore posizionale alle cifre e, conseguentemente, incorre frequentemente in errori di transcodifica numerica. Alcuni esempi:

– 6776 ————– seicentosettantasei

– 3587 ————– trecentocinquantotto/sette

– 7001 ————– settecentouno

– 2109 ————– duecentonove

– 1254 ————– cent…milleduecentocinquantaquattro

  • difficoltà nell’attribuire al segno algebrico le corrette procedure di calcolo (sommare se appare +, moltiplicare se appare x );
  • I “fatti aritmetici” cioè le tabelline e i semplici calcoli a mente, ai quali si accede con la memoria e senza ricorrere al calcolo.
  • Difficoltà nelle procedure di calcolo: selezione dell’algoritmo (es: 5-3=8), corretta applicazione delle regole come i prestiti, riporti, la messa in colonna
  • Difficoltà nel monitoraggio delle procedure

Le difficoltà di soluzione dei problemi matematici non possono essere considerate indicative di Discalculia, in quanto potrebbero derivare altri deficit, che non riguardano in modo specifico l’apprendimento dei numeri e del calcolo.

Sara CampaniniDr.ssa Sara Campanini 3495092005

 

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