Group of young students working on laptop computer in classroom

(a cura di Sara Campanini e Francesca Sandri)

Un primo spunto di riflessione da cui partire riguarda alcune ricerche neuroscientifiche, sulle modalità in cui in pre-adolescenza e adolescenza avvengono alcune trasformazioni che ristrutturano il sistema cerebrale (Nelson e al., 2005; Casey e al., 2006).

Con i cambiamenti puberali, l’aumento dell’arousal e della percezione emotiva (amigdala e sistema limbico) precedono lo sviluppo dei sistemi cognitivi di regolazione e pianificazione di risposte adeguate e controllo degli impulsi (lobo frontale). Questo gap temporale determina una disgiunzione fra la ricerca di sensazioni e l’attivazione di sistemi regolatori per gestire gli impulsi.

La qualità insatura e aspecifica di questo sistema di ricerca di emozioni, che spinge l’adolescente all’ottenimento di ricompense e fonti di piacere, con la mediazione e l’intervento di sistemi regolatori che però agiscono lentamente. Lo spazio libero e aspecifico che si crea nella ricerca può essere occupato dalle più disparate forme di soddisfacimento: comportamenti a rischio, assunzione di droghe e altre forme di dipendenza, utilizzo del web.

Il web ha in sè una serie di complessità. In quanto rete di comunicazione globale e spazio virtuale che organizza il flusso comunicativo, offre al soggetto che lo naviga e lo abita, la possibilità di proporsi e sperimentarsi nelle interazioni su più livelli, con modalità attive e di scambio o recettive-dipendenti, in modo più o meno consapevole, a seconda dell’utilizzo e del senso che assume l’abitare quel luogo e la qualità della sua esperienza di relazione.

L’adolescenza si caratterizza anche come un periodo di vulnerabilità e rischio di disagio psicologico più o meno importante.

In questo senso i fattori contestuali, come la suscettibilità all’influenza del gruppo dei pari (molto elevata nelle fasce d’età 12-16 e 16-20),  condizionano l’andamento e  l’esperienza di crescita dell’adolescente. Questo fattore contestuale aggregativo e d’influenzamento rappresenta un sedimento culturale fondante per l’identità del soggetto.

Ipotizziamo allora che i “fattori contestuali”, che possiamo anche indicare come collanti culturali, svolgano una funzione di pseudo-organizzazione del mentale per l’adolescente, posizionandosi come area transizionale (fra la famiglia e l’esterno) nella costruzione dell’ identità e che questo sia possibile per una serie di motivi: offrono codici di comportamento e appartenenza, co-costruzione di aree di piacere e di scambio che producono un soddisfacimento, modelli cognitivi condivisi d’interpretazione e significazione della realtà, punti di continuità e discontinuità con le matrici originarie di appartenenza.

La gruppalità ha un ruolo nel modellare l’esperienza di crescita dell’individuo e nella gruppalità si ricerca proprio un garante simbolico. Perché?

1-    Come già detto, i sistemi regolatori della mente individuale in adolescenza sono ancora in costruzione e più lenti nell’interazione con le emozioni;

2-    la famiglia, intesa come garante simbolico, non è più fondata su codici etici, morali e normativi, ma solo su codici connotati affettivamente;

3-    la scuola, altro organizzatore del mentale, sembra piuttosto imbrigliata e lontana dai nuovi linguaggi che fa fatica a padroneggiare e quindi ad esplorare insieme all’adolescente. Questo ha anche una ricaduta significativa sulla percezione che l’adolescente ha dell’adulto come interlocutore efficace e sintonizzato con la propria  esperienza.

Sulla base di questi spunti, pensiamo allora alla scuola come un luogo possibile di promozione e conoscenza di un utilizzo consapevole di internet per l’adolescente; per far questo l’istituzione dev’essere aperta all’ibridazione e contaminazione, ricercando attivamente le forme di integrazione tra linguaggi tradizionali e linguaggi virtuali e digitali.

Pensiamo anche che nell’ambito clinico è possibile strutturare interventi di gruppo sia a livello preventivo e di promozione del benessere, sia rivolti alla cura del disagio adolescenziale, che possano qualificarsi come nuovi “fattori contestuali” collegati con quelli già esistenti.

 

 

 

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